lunedì 9 gennaio 2017

Morte di un re pirata - Josh Lanyon

Titolo: Morte di un re pirata
Serie: Adrien English #4
Autore: Josh Lanyon
Editore: Triskell Edizioni
Traduttrice: Chiara Messina
Pagine: 278
Prezzo: 5,99€ (Ebook)

Voto: 5/5 


Trama: La carriera di scrittore di Adrien English, libraio gay e investigatore dilettante, è sul punto di decollare. I diritti del suo primo romanzo, Il delitto sarà svelato, sono stati acquistati da Paul Kane, una celebre star del cinema. Ma quando l'omicidio fa il suo debutto a una cena hollywoodiana, a indagare sul caso viene chiamato proprio l'ex amante di Adrien, l'avvenente Jake Riordan, ora tenente della polizia di Los Angeles e più che mai determinato a tenere nascosta la propria omosessualità. La sua comparsa, però, rischia di spingere il nuovo compagno di Adrien, il fascinoso professore universitario Guy Snowden, a commettere a sua volta un omicidio...

Recensione: Quarto volume della serie di English, questo capitolo è ricco di emozioni e cambiamenti.
Sono passati ben due anni dagli eventi del precedente libro e il tempo ha portato alcune novità, mentre ha lasciato altre cose invariate. 
Appena uscito da una brutta malattia, che ancora ha degli strascichi, e dall'ennesimo omicidio con annesso incontro dopo due anni con il suo ex Jake, Adrien ci appare più freddo, più disilluso, più aggressivo e quasi cattivo. Tutti cambiamenti comprensibili e condivisibili. In mezzo a questi si inserisce l'indagine, che inizia a causa di una richiesta da parte di una persona che da subito si rivela molto fastidiosa. La vita di quest'ultima, inoltre, ha anche dei risvolti in cui è coinvolto Jake, e che mi hanno reso entrambi odiatissimi.
I cambiamenti riguardano anche la libreria, in cui lavora la sorellastra di Adrien, e Jake, ormai sposato e tenente, che sembra intenzionato a voler in qualche modo riavvicinarsi al nostro amato protagonista. Il suo è un cambiamento più oscuro rispetto a quello di Adrien, ma bisogna ammettere che abbiamo il vantaggio di poter leggere i pensieri del nostro libraio, cosa non possibile con Jake.
Adrien, oltretutto, si ritrova trascinato da una serie di emozioni tra il nuovo fidanzato (con cui è stato più tempo che con Jake) che vuole impegnarsi maggiormente con lui, l'indagine per omicidio, il sospetto della polizia (poteva non essere sospettato?) e l'odio evidente che un poliziotto prova per lui, gli strascichi (o più) dei sentimenti per Jake, la rabbia e la delusione per alcune scoperte e, in ultimo ma non meno importante, le conseguenze a livello fisico che la malattia sta portando.

Adrien, quindi, è cambiato e molto. Dal testo traspare la sua fatica, le difficoltà, anche la rabbia, la spossatezza e la confusione emotiva. L'unico punto fermo nella sua vita rimane la sua adorabile sorellastra minore.
La storia potrebbe sembrare un po' ripetitiva, qualcuno muore e lui viene coinvolto nelle indagini, tuttavia è un classico del genere e la bravura di Lanyon immerge e trascina il lettore tra le pagine, impedendogli di staccare gli occhi dal testo. Forse questo è il libro della serie che mi ha coinvolto maggiormente a livello emotivo, anche più del terzo. Avevo paura che il tutto avrebbe perso mordente, invece Lanyon e la sua storia sembrano migliorare sempre più.
In questo libro il mondo analizzato è quello del cinema hollywoodiano, non eccessivo e sempre filtrato dalla marea di pensieri e problemi di Adrien, ma amo che ogni volta ci sia un ambiente completamente nuovo pur restando sempre familiare e non troppo estraneo.
La storia coinvolge, con tutti i colpi di scena e la tensione del finale. Per la prima volta non c'è una trama dominante, il giallo non prevale sulla parte sentimentale, al contrario, forse le emozioni di Adrien irrompono violente e trascinano il lettore fino all'ultimo rigo. Oltre questo, le due trame sono fortemente intrecciate fino alla fine. Ho sempre ammirato molto Lanyon proprio per il suo far prevalere il giallo sulla storia d'amore, ma in questo libro l'ingerenza del romance è non solo piacevole, ma necessaria.
In definitiva Lanyon non delude mai e consiglio vivamente a tutti questo libro. Spero che esca presto anche il cartaceo su Amazon.





lunedì 2 gennaio 2017

La mossa del diavolo - Josh Lanyon

Titolo: La mossa del diavolo 
Serie: Adrien English #3
Autore: Josh Lanyon
Editore: Triskell Edizioni
Traduttrice: Chiara Messina
Pagine: 315
Prezzo: 5,99€ (Ebook) - 12,58€ (Cartaceo su Amazon)

Voto: 5/5 


Trama: Dopo che il commesso della sua libreria sparisce in seguito a delle terrificanti minacce di morte, Adrien English è costretto a vedersela con un misterioso culto satanico, un affascinate professore universitario e la sua traballante relazione col detective Jake Riordan che, pur di non ammettere pubblicamente la propria omosessualità, rischia di compiere un passo senza ritorno.


Recensione: Ormai si sa, amo molto Lanyon come autore. Potrebbe far pensare che io lo difenda qualsiasi cosa scriva, ma al contrario non fa altro che farmi pretendere un certo standard dai suoi libri. Inutile dire che Lanyon non mi ha ancora deluso.
La mossa del diavolo è ormai uscito da un po', in effetti è già stato pubblicato anche il quarto libro della serie (di cui leggerete la recensione a brevissimo), ma io sono la solita ritardataria.
Piccola chicca prima di cominciare la recensione vera e propria: trovate i primi tre libri della serie in cartaceo su Amazon. Io li ho subito inseriti nella mia lista dei desideri per Natale e li ho ricevuti tutti e tre! Credo siano un fantastico regalo per chiunque ami il genere... o per voi stessi, per qualsiasi festività, o senza un motivo in particolare ;)
Tornando alla recensione: ormai al terzo capitolo di questa serie parlare dei protagonisti è inutile. Adrien è sempre il mio preferito, adoro i suoi ragionamenti, il suo modo di agire, il suo realismo. Jake, invece, è più vigliacco del solito e per quanto lo ami ancora, in questo libro l'ho davvero odiato. E questo mi ha fatto adorare ancora più Adrien, anche se non condividevo le sue scelte. Al solito il nostro affascinante librario attrarrà le attenzioni di altri uomini, ma questa volta ci saranno novità. Anche la madre di Adrien introdurrà molti nuovi personaggi e parenti nella vita un po' troppo solitaria del nostro protagonista. 
Ho amato la sottotrama amorosa ma ancora di più la trama investigativa vera e propria. Il crimine arriva letteralmente alla porta del povero Adrien, che per la terza volta si ritrova suo malgrado impigliato nell'ennesima indagine, tirato in ballo dal misterioso commesso presente fin dal primo romanzo. Il tema trattato è affascinante. Il sovrannaturale, il paranormale, il satanismo sono affrontati in modo interessante, non eccessivo, ma ugualmente più approfondito di quanto pensassi. Ho trovato intrigante la spiegazione del satanismo anche in veste filosofica e non meramente "demonizzata" (perdonatemi il termine). Il giallo mi ha incuriosito, come sempre, e ho seguito l'indagine insieme a Adrien, con i suoi dubbi, i suoi sospetti e le sue paure affiancate dai forti sentimenti, dalla sofferenza dettata da quella storia d'amore così complicata e dalla nuova situazione familiare che si è ritrovato all'improvviso ad affrontare.
Il finale probabilmente appare in un primo momento un po' veloce, ma riflettendoci ci si accorge che, invece, il tutto è ben calibrato e realistico. Di sicuro le ultime pagine mi hanno solo fatto desiderare di leggere il seguito il più presto possibile.
Ho notato qualche errore di battitura e qualche refuso, ma non sono riusciti a togliere nemmeno mezzo punto al mio giudizio finale.
La copertina poteva essere più bella, le altre due erano molto più carine, ma apprezzo che mantengano lo stesso modello e lo stesso stile, dando uniformità a tutta la serie. 
Rinnovo, in definitiva, il mio amore per Lanyon e i suoi splendidi libri e vi consiglio caldamente tutta la serie, sia in ebook che in cartaceo.

martedì 22 novembre 2016

ESCrivere - Bestie, di Nerina Codamozza e Lucia C. Silver

È da tanto che non scrivo un articolo, lo so, ma davvero non ho avuto tempo. 
Gli ultimi due anni hanno portato molti cambiamenti nella mia vita. Cambiamenti importanti anche a livello lavorativo. Ciò ha fatto sì che io abbia avuto molto meno tempo per il blog e di questo me ne dispiace. Cercherò di tenerlo più attivo in futuro.
Oggi, però, voglio scrivere questo post perché, dopo tanti anni, è uscita una pubblicazione con un mio racconto. La bestia e l'uomo non è nuovo, quindi per me questa rappresenta una ripubblicazione, ma ricordo che quando lo scrissi mi piacque molto come idea. Spero piaccia anche a voi e spero che questa volta siate proprio voi a dire la vostra su un mio scritto (che dire... sbizzarritevi XD). 
Sono comunque in ottima compagnia, in questo ebook: il racconto slipstream di Nerina Codamozza è davvero bello, ve lo consiglio (dite che sono di parte? Uhm... può essere, ma giusto un pochino XD). 
Un grazie speciale a Luna aka Lia Winchester per la magnifica cover! Tra l'altro senza di lei non ci sarebbe nemmeno la collana ESCrivere, quindi doppio, triplo grazie <3 
E ovviamente ringrazio ancora entrambe, Luna e Nerina per avermi editato il racconto <3 (oggi si va di cuoricini, sì). 
E niente, metto qui di seguito la scheda con tutte le informazioni e i link da cui scaricarlo. Ah, quasi dimenticavo: è gratuito! Quindi scaricate, scaricate, scaricate!



BESTIE

Il secondo volume della collana ESCrivere è disponibile per il download gratuito sui maggiori store online!
Nerina Codamozza e Lucia C. Silver vi accompagneranno in un viaggio all’insegna della natura, dove tutto è diverso da come dovrebbe essere.

Quarta di copertina:
Una bambina bloccata in una strana fabbrica e un lupo che corre in un bosco. Un'isola chiusa al mondo esterno e un uomo stanco della città.
Fra le onde di un mare a noi sconosciuto e i rami di un sottobosco impervio, vi trasporteremo in un mondo in cui la natura non è più come prima.
Due brevi racconti fra lo slipstream e il fantastico targati ESCrivere.

Informazioni:
Titolo: Bestie
Autore: Nerina Codamozza e Lucia C.  Silver
Editore: È scrivere – auto pubblicazione
Formato: ebook (epub, mobi)
Lunghezza: circa 37 pagine
Prezzo: gratuito

Dal racconto di Nerina Codamozza:
Così adesso che nessuno sa dove mi trovo, e sono chiusa nel bagno della Fabbrica, pensare a queste cose mi fa sentire che ho ancora potere. Mi sembra quasi che non sarebbe tutto finito neanche se rimanessi qua in eterno perché potrei ascoltare i miei ricordi e allora li ripasso uno per uno così non c'è il rischio di dimenticarli.

Dal racconto di Lucia C. Silver: 
Il lupo rallentò la corsa fino a progredire con cautela fra le radici esposte degli alberi, attento a non farsi notare dalla preda. Si muoveva con eleganza nel buio della notte. L’odore di carne si fece più intenso, riusciva persino a udire il battito del cuore del cerbiatto, a pochi metri di distanza. La caccia stava per iniziare. Ululò, pur sapendo che nessun branco lo avrebbe raggiunto.




mercoledì 5 ottobre 2016

Le viaggiatrici d'inverno - S.M. May


Titolo: Le viaggiatrici d'inverno
Autore: S.M. May
Editore: autopubblicato
Pagine: 221
Prezzo: 1,99

Voto: 4,5/5 


Trama
Sette creature per sette racconti. 
Guerriere, streghe e fate. 
Capitani d’astronave, sognatrici e ladre d’anime. 
Tutte in viaggio, durante un lungo e gelido inverno, verso una meta. O, forse, verso nessun luogo.
L’amore poggia su un piatto, ma la bilancia ne ha due. E il peso di una carezza è in grado di affossare anche il più difficile degli equilibri.

Recensione:

Le raccolte di racconti sono un terreno particolare. Sia perché spesso sottovalutate e quindi meno conosciute e amate, sia perché sono più complesse da recensire. Trattandosi di tante piccole storie, per evitare spoiler, non si può scrivere molto. Tuttavia io amo particolarmente questo genere e devo dire che quest'opera mi ha davvero sorpreso.
Come dice la trama stessa, Le viaggiatrici d'inverno è composto da sette racconti, alcuni molto brevi altri più lunghi.
Le protagoniste sono tutte donne, gentili, crudeli, fedeli, pericolose, piene di desideri e di curiosità.
Ad accomunare un po' tutti i racconti è una rappresentazione, ahimè fin troppo attuale e di certo non nuova, della visione che la società ha della donna: sottovalutata, messa in disparte, usata, derisa, ferita e anche sacrificata serenamente.
Attraverso questi racconti si vede spesso un futuro, a volte distopico, a volte fantascientifico, ma costante, purtroppo, nel modo in cui le donne vengono trattate. Ammetto che è una cosa che, da donna, mi ha colpito molto e mi è piaciuto come è stata analizzata, anche se a volte in modo un po' troppo raccontato, avrei preferito si percepisse solo dalle azioni. A parte questo particolare, l'ho davvero apprezzato.
I personaggi sono ben analizzati e descritti, nonostante la limitazione di lunghezza del genere. Mi sono piaciuti anche i colpi di scena, dove presenti, che ne hanno invertito in parte la percezione del carattere. Ho amato i loro sentimenti, le delusioni, il dolore, la gioia... molto interessante anche lo spirito di sacrificio per amore, grandissimo in tante donne della letteratura classica.
Le trame sono particolari, il più tendenti alla fantascienza. Le ho davvero apprezzate, solo l'ultima forse è stata un po' troppo veloce nei cambiamenti, ma per il resto mi sono piaciute tutte. Fanno riflettere su diversi argomenti e le ho trovate interessanti.
Le ambientazioni variano molto, ovviamente. Si passa da pianeti sconosciuti ad altri colonizzati, da monasteri a castelli. Non sempre sono descritti dettagliatamente ma se ne percepisce bene l'atmosfera. L'inverno e il freddo ovviamente legano diversi racconti.
Il tutto è scritto molto bene e ho notato pochi refusi. La lettura è facile e veloce e i racconti coinvolgono e invogliano a proseguire col successivo.
In definitiva questa raccolta mi ha colpita positivamente e la consiglio davvero a tutti.

martedì 27 settembre 2016

Le cesoie di Busan - Karen Waves

Titolo: Le cesoie di Busan
Autore: Karen Waves
Editore: autopubblicato
Pagine: 260
Prezzo: 0,99 (ebook)

Voto: 4,5/5

Trama:
Quando Valentina conosce Won-ho capisce subito tre cose: la prima, che è la persona più antipatica che abbia incontrato in Corea; la seconda, che le sue labbra bellissime non possono cambiare questo fatto; e la terza, che se le chiederà di uscire gli dirà sicuramente di no. 
Dopotutto, non hanno niente in comune: solo un pessimo carattere, un umorismo tagliente, la profonda insofferenza per tutto ciò che non si possa fare in tuta e la passione che li consuma ogni volta che si incontrano. 
Ma Won-ho è tanto abile nel convincere Valentina quanto lo è a potare gli alberi di Busan e così, tra picnic al chiaro di lampione e caldi pomeriggi nei frutteti, la loro relazione cresce e l’attrazione si fa sempre più intensa. 
Anche se la coinquilina di Valentina insiste che si stanno innamorando e che sono fatti l’uno per l’altra, la famiglia di Won-ho si oppone e Valentina si trova di fronte a una scelta difficile. 
La storia d’amore con Won-ho sopravviverà, o lei e il suo appassionato potatore hanno i baci contati? 
Può amore far rima con potatore?

Recensione: Ho letto con piacere questo libro e devo dire che Karen Waves è riuscita anche a sorprendermi. 
Ci troviamo, di fatto, davanti a un ottimo prodotto. Per quanto riguarda il romanzo in sé, si tratta di un romance a tutti gli effetti, si sviluppa secondo i canoni del genere e succede un po' quello che ci si aspetta succeda. 
Ma due son le cose che lo rendono un buon libro: lo spostarsi verso l'est, ambientando la storia in Corea e scegliendo come protagonista un bel ragazzo coreano; e lo stile particolare dell'autrice, che a volte mi ha catturata così tanto da soffermarmi a rileggere questa o quella frase. E non parlo di come ha gestito i dialoghi, sempre molto spiritosi e ironici, quando non seri, ma proprio le descrizioni, la scelta delle parole. 
A livello di trama, avrei preferito che oltre alla storia d'amore, ci venisse raccontato qualcosa in più, invece restiamo incollati a Valentina e Won-ho dall'inizio alla fine. Sicuramente nel secondo volume non sarà così, le basi per un intreccio più articolato sono già state gettate in questo primo libro. 
Non ci resta, dunque, che leggere Il titolista di Bassano. Inoltre l'autrice ha pubblicato un racconto, dal punto di vista di Won-ho (ne Le cesoie di Busan, il punto di vista è quello di Valentina), scaricabile gratuitamente QUI
Bel romanzo, che si divora in poco tempo e che è riuscito a tenere alta la mia voglia di continuare la lettura. 
Consigliato!




lunedì 19 settembre 2016

Capitale investito - Aleksandr Voinov

Titolo: Capitale investito
Autore: Aleksandr Voinov
Traduttore: Martina Nealli
Editore: autopubblicato
Pagine: 373
Prezzo: 6,99

Voto: 4/5

Trama:
Martin David, analista finanziario volenteroso ma inesperto, è l’ultimo arrivato nel team investimenti della Skeiron Capital Partners, società di private equity con sede a Londra. Il suo capo è un noto genio della finanza, ma è anche prepotente e severo. Nonostante le sue bizze, Martin è attratto da lui dal punto di vista sia professionale che personale; peccato che l’uomo non ricambi. 
In un ufficio dove le amicizie e il pedigree contano molto più di una laurea in economia fresca di stampa, Martin si sente disperatamente inadeguato – almeno finché non incontra l’enigmatico Alec Berger, consulente e gestore patrimoniale, che promette di aiutarlo a costruirsi un nome e una reputazione nell’ambiente della finanza. Martin è talmente affascinato dall’acume e dai modi raffinati dell’uomo che acconsente a passargli informazioni riservate. 
Poi arriva la crisi. Le banche colano a picco, le compagnie finanziarie si aggrappano con le unghie al bordo del baratro, e la sopravvivenza della stessa Skeiron viene messa a repentaglio. Martin si ritrova nel mezzo di una battaglia per il controllo della società, dove non si combatte soltanto l’economia in declino, ma anche un nemico spietato che approfitta della situazione per uscire dalle tenebre e reclamare la sua preda. 

Capitale investito è un thriller finanziario a tema gay dall’autore vincitore dell’EPIC Award nonché finalista al Lambda Award Aleksandr Voinov.

Recensione: Capitale investito è il terzo lavoro di Voinov che leggo e per la terza volta, ve lo dico già da ora, non mi ha convinta al cento per cento. Ciò non significa, però, che non mi sia piaciuto, e infatti gli ho dato 4 stelline su 5. 
Ma andiamo con ordine. Cosa mi è piaciuto? Quello che mi piace sempre dei testi di questo autore: come è scritto. Voinov non segue i soliti cliché dei romance M/M (e infatti questo non si può definire un romance), ha uno stile suo, elaborato, ma non troppo, che fa sì che i lettori riescano a seguire le vicende pur non avendo la benché minima idea di come funzioni il mondo della finanza (ossia lettori come me). Non solo, lo stile scorrevole dell'autore intriga, Vioinov è sicuramente in grado di suscitare curiosità e interesse per le sorti dei suoi personaggi. Insomma, dal punto di vista linguistico mi ha conquistata. 
Invece dal punto di vista narrativo mi ha lasciata per la terza volta un po' insoddisfatta. Sono giusto due o tre cosette. La prima riguarda Martin che, come è scritto nella quarta qui sopra, passa informazioni ad Alec. Per me questa parte della storia, così come è stata impostata, non risulta molto credibile. Martin appare a volte intelligente, altre troppo ingenuo. E la scusa che sia affascinato da Alec regge solo fino a un certo punto. Altra cosa è il cambiamento improvviso di Francis. La caratterizzazione di questo personaggio sembra poco coerente, date le premesse che ci hanno accompagnato per quasi tutto il libro. Francis cambia d'improvviso e questo lascia il lettore perplesso, ha lasciato me perplessa. 
L'ultimo punto è che, nella quarta, si parlava di thriller finanziario, ma per me questo libro non è un vero thriller. Per esserlo, avrebbe dovuto creare più suspense, più aspettative nel lettore, più tensione. E data questa premessa, poi si resta un po' delusi. 
Ripeto che comuque mi è piaciuto, quindi confermo il voto!

lunedì 5 settembre 2016

Dichiara sempre gli interessi in gioco! - Di blogger e di copie omaggio

Articolo e traduzione di Martina Nealli

Qualche mese fa, girando sul web, mi sono imbattuta in un articolo della scrittrice inglese KJ Charles, specializzata in M/M storici (e autrice di un blog che, se capite anche solo in minima dose l’inglese, vi consiglio di seguire: parla del mondo editoriale e lo fa in modo sempre interessante). Il tema dell’articolo era l’onestà dei blogger/recensori, soprattutto di quelli che utilizzano il sistema delle cosiddette ARC (le copie che autori e/o editori inviano gratuitamente ai blog del settore in cambio di una recensione); perché – si chiedeva KJ Charles – chi riceve una copia omaggio non dovrebbe dichiararlo nella recensione? Non sarebbe scorretto se non lo facesse? Non è un diritto del lettore sapere se chi recensisce ha pagato o meno per avere quella copia? 

Portare l’argomento in Italia – e soprattutto nel mercato dei romanzi M/M, all’interno del quale lavoro – è come spiegare l’astrofisica al mio gatto. Nel mondo anglosassone (vedi Amazon.com) la frase “I got this ARC in exchange for an honest review” è piuttosto frequente, e il dibattito gira appunto intorno agli autori che chiedono ai blogger di ometterla. In Italia non ricordo di aver mai visto un solo annuncio “Ho ricevuto una copia omaggio di questo libro in cambio di una recensione sincera”, o anche solo “Grazie a Pinco Pallo per avermi dato l’opportunità di recensire questo libro” (formula subdola, ma noi italiani siamo bravi col politichese), e sono abbastanza certa che gli autori non c’entrino niente: abbiamo i blog che si censurano da soli.

Di più: non è nemmeno considerato particolarmente scorretto recensire libri di amici/colleghi/capi/collaboratori (conosco un solo blog che sotto ogni articolo include una breve biografia dell’autore della recensione, ed è il blog per cui sto scrivendo). Le obiezioni che vengono mosse quando si cerca di far notare che forse l’atteggiamento non è il massimo dell’onestà sono riconducibili a due punti:

1) Ah, ma io sono sincero lo stesso, anche quando recensisco amici/colleghi/ecc! Porgo i miei complimenti (davvero: io non ci riuscirei; avrei sempre, in un angolo remoto del cervello, la nozione “stai parlando di una persona che conosci/che è tua amica”), ma ribatto: se sei sincero, perché non dichiarare la tua posizione? Pensi che dichiararla infici il valore della recensione? Allora è meglio ingannare il lettore? 

2) Ma lo sanno tutti che io e Stellina Fragolosa siamo amiche/colleghe/ecc! 
A questo si può solo rispondere: NO. E poi: Ommioddio, pensi davvero che tutti i lettori di M/M seguano i social media e tengano il conto di chi conosce chi? (Ammetto che il ragionamento “è un mondo piccolo, ci conosciamo tutti” mi fa sempre incavolare; sarà che vengo da un altro mondo, e conosco fior di lettrici di M/M che non sono nemmeno iscritte a Facebook.) 

Questa premessa non per puntare il dito (a-ha! Ci eravate cascati, eh? E invece no. Se credete che nel pippone qua sopra mi riferissi a voi, proprio a voi, a te nello specifico… no, no. È un sistema troppo radicato per i j’accuse ;P), bensì per invitare alla riflessione. Il tema “etica e trasparenza” nel mercato italiano mi sembra indietro anni luce; ma magari, grazie ad articoli come quello di KJ Charles, di cui trovate la traduzione qua sotto, si può iniziare a parlarne. 

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(dal blog di KJ Charles): 

Facciamo un corso accelerato per rinfrescarci la memoria in materia di etica, okay? 

DICHIARA SEMPRE GLI INTERESSI IN GIOCO. 

Rapido, eh? Alla prossima! 

Okay, in effetti possiamo elaborare meglio il concetto. 

La trasparenza è un principio cardine delle comunità. Se sei un assessore che deve dare l’appalto per la raccolta della spazzatura, e all’asta si candida tuo cognato, che è il proprietario di una ditta di autotrasporti, lo devi dichiarare. Se sei avvocato e ti si chiede di difendere un uomo, e uno degli accusatori è un tuo amico di famiglia, lo devi dichiarare. Se hai un sito web che recensisce cosmetici, e sotto un altro nome possiedi un’azienda che produce rossetti, lo devi dichiarare. 

Magari l’impresa di tuo cognato è la migliore del mondo, e magari sei pronto ad applicare la legge anche a costo di rovinare un’amicizia, e magari sei una persona scrupolosa che sul suo blog di cosmetici non menzionerebbe mai i propri rossetti. Di conflitti d’interessi ce ne sono in ogni dove: il mondo è piccolo. Quando recensisco un romance M/M, è probabile che abbia interagito con l’autore sui social media – e può anche darsi che ci abbia lavorato insieme, visto che sono editor freelance. 

Ma l’unico modo corretto per gestire questi conflitti è la trasparenza. Dichiara espressamente la tua posizione, e lascia che siano gli altri a giudicare quello che fai e cosa pensi, alla luce dei fatti.


Se non lo fai, ciascuno sarà libero di trarre le proprie conclusioni sul perché hai agito in un certo modo – ed è possibile che queste conclusioni siano molto, molto peggio della realtà. Magari hai assegnato l’appalto a tuo cognato perché pensi che la sua sia l’impresa migliore, ma il pubblico votante potrà benissimo prenderti per un mascalzone, perché non l’hai dichiarato. Magari il tuo amico di famiglia è davvero innocente, ma chi ci crederà, se il caso puzza di insabbiamento? E che valore hanno le tue recensioni negative se la gente decide che lo fai soltanto per screditare i tuoi rivali? 

Su questa materia esistono leggi ben precise. Negli Stati Uniti, la Federal Trade Commission chiede che venga dichiarato qualsiasi vantaggio materiale, che si tratti di denaro o di prodotti omaggio, ottenuto in cambio della recensione, visto che la recensione servirà a sponsorizzarlo, quel prodotto. Se decido di acquistare un libro basandomi sulla tua recensione a cinque stelle, ho il diritto di sapere se per quel libro ci hai speso soldi oppure no. E senz’altro ho il diritto di sapere se l’hai scritta cedendo a ricatti morali – tipo gattini dagli occhi tristi e stuoli di suppliche alla “ma le recensioni negative fanno male agli autori!”. 

Le copie di lettura sono terreno sdrucciolevole. Il senso stesso delle ARC (advance reading copies) è che l’autore offre al recensore qualcosa (una copia gratuita del libro) in cambio di un vantaggio (la recensione). Insomma, è la natura stessa di questa transazione a essere, effettivamente, un po’ al limite. 

Ho ricevuto messaggi di lettori che si offrivano di lasciare recensioni a cinque stelle, se avessi inviato loro una copia del romanzo. È risaputo che le compagnie che si occupano di blog tour chiedono ai blogger di non pubblicare le recensioni a una o due stelle. Goodreads è pieno di libri zeppi di recensioni a cinque stelle lasciate da fan sfegatati in cambio di copie omaggio. E ci sono autori che pensano che l’invio di una copia omaggio debba tradursi non solo in una recensione, ma in una recensione positiva. (Inutile dirlo, ci sono anche tanti autori che non si sognerebbero mai di fare le pulci ai recensori, e recensori che dichiarano scrupolosamente tutti gli interessi in gioco. Non c’è niente di male nel ricorrere alle ARC, finché non si abusa del sistema. Il problema è che, come ogni sistema basato sull’onore, è facile abusarne). 

È una cosa che danneggia tutti quanti: spinge l’autore privo di etica in cima alle classifiche; delude il lettore, che viene fregato e finisce col comprare i libri incensati; danneggia gli autori che si tirano fuori dal sistema; sminuisce il valore delle recensioni oneste su cui la gente sgobba. Mina alle fondamenta la comunità dei lettori. Fa inceppare il sistema intero

Non è vero che dichiarare gli interessi in gioco fa “perdere valore” alla recensione. Al contrario, dimostra che il recensore ha principi etici. È celarli che discredita il recensore, l’autore, il libro, e tutto quanto il sistema. Nessun autore dovrebbe mai chiedere che la dichiarazione venga omessa, e nessun recensore dovrebbe mai sentirsi in dovere di ometterla. 

Breve riepilogo per chi con l’etica ha qualche difficoltà: 

- Non c’è niente di male nell’offrire una copia omaggio in cambio di una recensione; 

- Non è corretto chiedere solo recensioni positive; 

- Non è mai, mai, mai corretto chiedere di non pubblicare una recensione negativa; 

- Non è mai, mai, mai corretto chiedere al recensore di non dichiarare i propri interessi. In pratica è come chiedere di essere disonesti, e anche di infrangere la legge; 

- Se davvero ti sta bene violare la tua integrità personale (e la legge), almeno non venderti per un misero ebook. Insomma, un po’ di amor proprio. 

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KJ Charles è autrice ed editor freelance. Vive a Londra col marito, due figli, un giardino fuori controllo e un gatto sempre più assassino. Scrive più che altro romance, gay ed etero, spesso storici e non di rado con un pizzico di fantasy o horror. Come editor è specializzata in romance – soprattutto storici e fantasy – e narrativa per bambini. 

I suoi romanzi in lingua inglese sono pubblicati da Samhain e Loveswept; in Italia, Triskell Edizioni ha tradotto – per ora – i primi due volumi della serie Consorzio di gentiluomini: Una raffinata trasgressione e Una sensuale ribellione

Potete trovarla su Twitter come @kj_charles oppure su Facebook, unirvi al suo gruppo FB, o scriverle all’indirizzo kjcharleswriter@gmail.com.