martedì 22 novembre 2016

ESCrivere - Bestie, di Nerina Codamozza e Lucia C. Silver

È da tanto che non scrivo un articolo, lo so, ma davvero non ho avuto tempo. 
Gli ultimi due anni hanno portato molti cambiamenti nella mia vita. Cambiamenti importanti anche a livello lavorativo. Ciò ha fatto sì che io abbia avuto molto meno tempo per il blog e di questo me ne dispiace. Cercherò di tenerlo più attivo in futuro.
Oggi, però, voglio scrivere questo post perché, dopo tanti anni, è uscita una pubblicazione con un mio racconto. La bestia e l'uomo non è nuovo, quindi per me questa rappresenta una ripubblicazione, ma ricordo che quando lo scrissi mi piacque molto come idea. Spero piaccia anche a voi e spero che questa volta siate proprio voi a dire la vostra su un mio scritto (che dire... sbizzarritevi XD). 
Sono comunque in ottima compagnia, in questo ebook: il racconto slipstream di Nerina Codamozza è davvero bello, ve lo consiglio (dite che sono di parte? Uhm... può essere, ma giusto un pochino XD). 
Un grazie speciale a Luna aka Lia Winchester per la magnifica cover! Tra l'altro senza di lei non ci sarebbe nemmeno la collana ESCrivere, quindi doppio, triplo grazie <3 
E ovviamente ringrazio ancora entrambe, Luna e Nerina per avermi editato il racconto <3 (oggi si va di cuoricini, sì). 
E niente, metto qui di seguito la scheda con tutte le informazioni e i link da cui scaricarlo. Ah, quasi dimenticavo: è gratuito! Quindi scaricate, scaricate, scaricate!



BESTIE

Il secondo volume della collana ESCrivere è disponibile per il download gratuito sui maggiori store online!
Nerina Codamozza e Lucia C. Silver vi accompagneranno in un viaggio all’insegna della natura, dove tutto è diverso da come dovrebbe essere.

Quarta di copertina:
Una bambina bloccata in una strana fabbrica e un lupo che corre in un bosco. Un'isola chiusa al mondo esterno e un uomo stanco della città.
Fra le onde di un mare a noi sconosciuto e i rami di un sottobosco impervio, vi trasporteremo in un mondo in cui la natura non è più come prima.
Due brevi racconti fra lo slipstream e il fantastico targati ESCrivere.

Informazioni:
Titolo: Bestie
Autore: Nerina Codamozza e Lucia C.  Silver
Editore: È scrivere – auto pubblicazione
Formato: ebook (epub, mobi)
Lunghezza: circa 37 pagine
Prezzo: gratuito

Dal racconto di Nerina Codamozza:
Così adesso che nessuno sa dove mi trovo, e sono chiusa nel bagno della Fabbrica, pensare a queste cose mi fa sentire che ho ancora potere. Mi sembra quasi che non sarebbe tutto finito neanche se rimanessi qua in eterno perché potrei ascoltare i miei ricordi e allora li ripasso uno per uno così non c'è il rischio di dimenticarli.

Dal racconto di Lucia C. Silver: 
Il lupo rallentò la corsa fino a progredire con cautela fra le radici esposte degli alberi, attento a non farsi notare dalla preda. Si muoveva con eleganza nel buio della notte. L’odore di carne si fece più intenso, riusciva persino a udire il battito del cuore del cerbiatto, a pochi metri di distanza. La caccia stava per iniziare. Ululò, pur sapendo che nessun branco lo avrebbe raggiunto.




mercoledì 5 ottobre 2016

Le viaggiatrici d'inverno - S.M. May


Titolo: Le viaggiatrici d'inverno
Autore: S.M. May
Editore: autopubblicato
Pagine: 221
Prezzo: 1,99

Voto: 4,5/5 


Trama
Sette creature per sette racconti. 
Guerriere, streghe e fate. 
Capitani d’astronave, sognatrici e ladre d’anime. 
Tutte in viaggio, durante un lungo e gelido inverno, verso una meta. O, forse, verso nessun luogo.
L’amore poggia su un piatto, ma la bilancia ne ha due. E il peso di una carezza è in grado di affossare anche il più difficile degli equilibri.

Recensione:

Le raccolte di racconti sono un terreno particolare. Sia perché spesso sottovalutate e quindi meno conosciute e amate, sia perché sono più complesse da recensire. Trattandosi di tante piccole storie, per evitare spoiler, non si può scrivere molto. Tuttavia io amo particolarmente questo genere e devo dire che quest'opera mi ha davvero sorpreso.
Come dice la trama stessa, Le viaggiatrici d'inverno è composto da sette racconti, alcuni molto brevi altri più lunghi.
Le protagoniste sono tutte donne, gentili, crudeli, fedeli, pericolose, piene di desideri e di curiosità.
Ad accomunare un po' tutti i racconti è una rappresentazione, ahimè fin troppo attuale e di certo non nuova, della visione che la società ha della donna: sottovalutata, messa in disparte, usata, derisa, ferita e anche sacrificata serenamente.
Attraverso questi racconti si vede spesso un futuro, a volte distopico, a volte fantascientifico, ma costante, purtroppo, nel modo in cui le donne vengono trattate. Ammetto che è una cosa che, da donna, mi ha colpito molto e mi è piaciuto come è stata analizzata, anche se a volte in modo un po' troppo raccontato, avrei preferito si percepisse solo dalle azioni. A parte questo particolare, l'ho davvero apprezzato.
I personaggi sono ben analizzati e descritti, nonostante la limitazione di lunghezza del genere. Mi sono piaciuti anche i colpi di scena, dove presenti, che ne hanno invertito in parte la percezione del carattere. Ho amato i loro sentimenti, le delusioni, il dolore, la gioia... molto interessante anche lo spirito di sacrificio per amore, grandissimo in tante donne della letteratura classica.
Le trame sono particolari, il più tendenti alla fantascienza. Le ho davvero apprezzate, solo l'ultima forse è stata un po' troppo veloce nei cambiamenti, ma per il resto mi sono piaciute tutte. Fanno riflettere su diversi argomenti e le ho trovate interessanti.
Le ambientazioni variano molto, ovviamente. Si passa da pianeti sconosciuti ad altri colonizzati, da monasteri a castelli. Non sempre sono descritti dettagliatamente ma se ne percepisce bene l'atmosfera. L'inverno e il freddo ovviamente legano diversi racconti.
Il tutto è scritto molto bene e ho notato pochi refusi. La lettura è facile e veloce e i racconti coinvolgono e invogliano a proseguire col successivo.
In definitiva questa raccolta mi ha colpita positivamente e la consiglio davvero a tutti.

martedì 27 settembre 2016

Le cesoie di Busan - Karen Waves

Titolo: Le cesoie di Busan
Autore: Karen Waves
Editore: autopubblicato
Pagine: 260
Prezzo: 0,99 (ebook)

Voto: 4,5/5

Trama:
Quando Valentina conosce Won-ho capisce subito tre cose: la prima, che è la persona più antipatica che abbia incontrato in Corea; la seconda, che le sue labbra bellissime non possono cambiare questo fatto; e la terza, che se le chiederà di uscire gli dirà sicuramente di no. 
Dopotutto, non hanno niente in comune: solo un pessimo carattere, un umorismo tagliente, la profonda insofferenza per tutto ciò che non si possa fare in tuta e la passione che li consuma ogni volta che si incontrano. 
Ma Won-ho è tanto abile nel convincere Valentina quanto lo è a potare gli alberi di Busan e così, tra picnic al chiaro di lampione e caldi pomeriggi nei frutteti, la loro relazione cresce e l’attrazione si fa sempre più intensa. 
Anche se la coinquilina di Valentina insiste che si stanno innamorando e che sono fatti l’uno per l’altra, la famiglia di Won-ho si oppone e Valentina si trova di fronte a una scelta difficile. 
La storia d’amore con Won-ho sopravviverà, o lei e il suo appassionato potatore hanno i baci contati? 
Può amore far rima con potatore?

Recensione: Ho letto con piacere questo libro e devo dire che Karen Waves è riuscita anche a sorprendermi. 
Ci troviamo, di fatto, davanti a un ottimo prodotto. Per quanto riguarda il romanzo in sé, si tratta di un romance a tutti gli effetti, si sviluppa secondo i canoni del genere e succede un po' quello che ci si aspetta succeda. 
Ma due son le cose che lo rendono un buon libro: lo spostarsi verso l'est, ambientando la storia in Corea e scegliendo come protagonista un bel ragazzo coreano; e lo stile particolare dell'autrice, che a volte mi ha catturata così tanto da soffermarmi a rileggere questa o quella frase. E non parlo di come ha gestito i dialoghi, sempre molto spiritosi e ironici, quando non seri, ma proprio le descrizioni, la scelta delle parole. 
A livello di trama, avrei preferito che oltre alla storia d'amore, ci venisse raccontato qualcosa in più, invece restiamo incollati a Valentina e Won-ho dall'inizio alla fine. Sicuramente nel secondo volume non sarà così, le basi per un intreccio più articolato sono già state gettate in questo primo libro. 
Non ci resta, dunque, che leggere Il titolista di Bassano. Inoltre l'autrice ha pubblicato un racconto, dal punto di vista di Won-ho (ne Le cesoie di Busan, il punto di vista è quello di Valentina), scaricabile gratuitamente QUI
Bel romanzo, che si divora in poco tempo e che è riuscito a tenere alta la mia voglia di continuare la lettura. 
Consigliato!




lunedì 19 settembre 2016

Capitale investito - Aleksandr Voinov

Titolo: Capitale investito
Autore: Aleksandr Voinov
Traduttore: Martina Nealli
Editore: autopubblicato
Pagine: 373
Prezzo: 6,99

Voto: 4/5

Trama:
Martin David, analista finanziario volenteroso ma inesperto, è l’ultimo arrivato nel team investimenti della Skeiron Capital Partners, società di private equity con sede a Londra. Il suo capo è un noto genio della finanza, ma è anche prepotente e severo. Nonostante le sue bizze, Martin è attratto da lui dal punto di vista sia professionale che personale; peccato che l’uomo non ricambi. 
In un ufficio dove le amicizie e il pedigree contano molto più di una laurea in economia fresca di stampa, Martin si sente disperatamente inadeguato – almeno finché non incontra l’enigmatico Alec Berger, consulente e gestore patrimoniale, che promette di aiutarlo a costruirsi un nome e una reputazione nell’ambiente della finanza. Martin è talmente affascinato dall’acume e dai modi raffinati dell’uomo che acconsente a passargli informazioni riservate. 
Poi arriva la crisi. Le banche colano a picco, le compagnie finanziarie si aggrappano con le unghie al bordo del baratro, e la sopravvivenza della stessa Skeiron viene messa a repentaglio. Martin si ritrova nel mezzo di una battaglia per il controllo della società, dove non si combatte soltanto l’economia in declino, ma anche un nemico spietato che approfitta della situazione per uscire dalle tenebre e reclamare la sua preda. 

Capitale investito è un thriller finanziario a tema gay dall’autore vincitore dell’EPIC Award nonché finalista al Lambda Award Aleksandr Voinov.

Recensione: Capitale investito è il terzo lavoro di Voinov che leggo e per la terza volta, ve lo dico già da ora, non mi ha convinta al cento per cento. Ciò non significa, però, che non mi sia piaciuto, e infatti gli ho dato 4 stelline su 5. 
Ma andiamo con ordine. Cosa mi è piaciuto? Quello che mi piace sempre dei testi di questo autore: come è scritto. Voinov non segue i soliti cliché dei romance M/M (e infatti questo non si può definire un romance), ha uno stile suo, elaborato, ma non troppo, che fa sì che i lettori riescano a seguire le vicende pur non avendo la benché minima idea di come funzioni il mondo della finanza (ossia lettori come me). Non solo, lo stile scorrevole dell'autore intriga, Vioinov è sicuramente in grado di suscitare curiosità e interesse per le sorti dei suoi personaggi. Insomma, dal punto di vista linguistico mi ha conquistata. 
Invece dal punto di vista narrativo mi ha lasciata per la terza volta un po' insoddisfatta. Sono giusto due o tre cosette. La prima riguarda Martin che, come è scritto nella quarta qui sopra, passa informazioni ad Alec. Per me questa parte della storia, così come è stata impostata, non risulta molto credibile. Martin appare a volte intelligente, altre troppo ingenuo. E la scusa che sia affascinato da Alec regge solo fino a un certo punto. Altra cosa è il cambiamento improvviso di Francis. La caratterizzazione di questo personaggio sembra poco coerente, date le premesse che ci hanno accompagnato per quasi tutto il libro. Francis cambia d'improvviso e questo lascia il lettore perplesso, ha lasciato me perplessa. 
L'ultimo punto è che, nella quarta, si parlava di thriller finanziario, ma per me questo libro non è un vero thriller. Per esserlo, avrebbe dovuto creare più suspense, più aspettative nel lettore, più tensione. E data questa premessa, poi si resta un po' delusi. 
Ripeto che comuque mi è piaciuto, quindi confermo il voto!

lunedì 5 settembre 2016

Dichiara sempre gli interessi in gioco! - Di blogger e di copie omaggio

Articolo e traduzione di Martina Nealli

Qualche mese fa, girando sul web, mi sono imbattuta in un articolo della scrittrice inglese KJ Charles, specializzata in M/M storici (e autrice di un blog che, se capite anche solo in minima dose l’inglese, vi consiglio di seguire: parla del mondo editoriale e lo fa in modo sempre interessante). Il tema dell’articolo era l’onestà dei blogger/recensori, soprattutto di quelli che utilizzano il sistema delle cosiddette ARC (le copie che autori e/o editori inviano gratuitamente ai blog del settore in cambio di una recensione); perché – si chiedeva KJ Charles – chi riceve una copia omaggio non dovrebbe dichiararlo nella recensione? Non sarebbe scorretto se non lo facesse? Non è un diritto del lettore sapere se chi recensisce ha pagato o meno per avere quella copia? 

Portare l’argomento in Italia – e soprattutto nel mercato dei romanzi M/M, all’interno del quale lavoro – è come spiegare l’astrofisica al mio gatto. Nel mondo anglosassone (vedi Amazon.com) la frase “I got this ARC in exchange for an honest review” è piuttosto frequente, e il dibattito gira appunto intorno agli autori che chiedono ai blogger di ometterla. In Italia non ricordo di aver mai visto un solo annuncio “Ho ricevuto una copia omaggio di questo libro in cambio di una recensione sincera”, o anche solo “Grazie a Pinco Pallo per avermi dato l’opportunità di recensire questo libro” (formula subdola, ma noi italiani siamo bravi col politichese), e sono abbastanza certa che gli autori non c’entrino niente: abbiamo i blog che si censurano da soli.

Di più: non è nemmeno considerato particolarmente scorretto recensire libri di amici/colleghi/capi/collaboratori (conosco un solo blog che sotto ogni articolo include una breve biografia dell’autore della recensione, ed è il blog per cui sto scrivendo). Le obiezioni che vengono mosse quando si cerca di far notare che forse l’atteggiamento non è il massimo dell’onestà sono riconducibili a due punti:

1) Ah, ma io sono sincero lo stesso, anche quando recensisco amici/colleghi/ecc! Porgo i miei complimenti (davvero: io non ci riuscirei; avrei sempre, in un angolo remoto del cervello, la nozione “stai parlando di una persona che conosci/che è tua amica”), ma ribatto: se sei sincero, perché non dichiarare la tua posizione? Pensi che dichiararla infici il valore della recensione? Allora è meglio ingannare il lettore? 

2) Ma lo sanno tutti che io e Stellina Fragolosa siamo amiche/colleghe/ecc! 
A questo si può solo rispondere: NO. E poi: Ommioddio, pensi davvero che tutti i lettori di M/M seguano i social media e tengano il conto di chi conosce chi? (Ammetto che il ragionamento “è un mondo piccolo, ci conosciamo tutti” mi fa sempre incavolare; sarà che vengo da un altro mondo, e conosco fior di lettrici di M/M che non sono nemmeno iscritte a Facebook.) 

Questa premessa non per puntare il dito (a-ha! Ci eravate cascati, eh? E invece no. Se credete che nel pippone qua sopra mi riferissi a voi, proprio a voi, a te nello specifico… no, no. È un sistema troppo radicato per i j’accuse ;P), bensì per invitare alla riflessione. Il tema “etica e trasparenza” nel mercato italiano mi sembra indietro anni luce; ma magari, grazie ad articoli come quello di KJ Charles, di cui trovate la traduzione qua sotto, si può iniziare a parlarne. 

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(dal blog di KJ Charles): 

Facciamo un corso accelerato per rinfrescarci la memoria in materia di etica, okay? 

DICHIARA SEMPRE GLI INTERESSI IN GIOCO. 

Rapido, eh? Alla prossima! 

Okay, in effetti possiamo elaborare meglio il concetto. 

La trasparenza è un principio cardine delle comunità. Se sei un assessore che deve dare l’appalto per la raccolta della spazzatura, e all’asta si candida tuo cognato, che è il proprietario di una ditta di autotrasporti, lo devi dichiarare. Se sei avvocato e ti si chiede di difendere un uomo, e uno degli accusatori è un tuo amico di famiglia, lo devi dichiarare. Se hai un sito web che recensisce cosmetici, e sotto un altro nome possiedi un’azienda che produce rossetti, lo devi dichiarare. 

Magari l’impresa di tuo cognato è la migliore del mondo, e magari sei pronto ad applicare la legge anche a costo di rovinare un’amicizia, e magari sei una persona scrupolosa che sul suo blog di cosmetici non menzionerebbe mai i propri rossetti. Di conflitti d’interessi ce ne sono in ogni dove: il mondo è piccolo. Quando recensisco un romance M/M, è probabile che abbia interagito con l’autore sui social media – e può anche darsi che ci abbia lavorato insieme, visto che sono editor freelance. 

Ma l’unico modo corretto per gestire questi conflitti è la trasparenza. Dichiara espressamente la tua posizione, e lascia che siano gli altri a giudicare quello che fai e cosa pensi, alla luce dei fatti.


Se non lo fai, ciascuno sarà libero di trarre le proprie conclusioni sul perché hai agito in un certo modo – ed è possibile che queste conclusioni siano molto, molto peggio della realtà. Magari hai assegnato l’appalto a tuo cognato perché pensi che la sua sia l’impresa migliore, ma il pubblico votante potrà benissimo prenderti per un mascalzone, perché non l’hai dichiarato. Magari il tuo amico di famiglia è davvero innocente, ma chi ci crederà, se il caso puzza di insabbiamento? E che valore hanno le tue recensioni negative se la gente decide che lo fai soltanto per screditare i tuoi rivali? 

Su questa materia esistono leggi ben precise. Negli Stati Uniti, la Federal Trade Commission chiede che venga dichiarato qualsiasi vantaggio materiale, che si tratti di denaro o di prodotti omaggio, ottenuto in cambio della recensione, visto che la recensione servirà a sponsorizzarlo, quel prodotto. Se decido di acquistare un libro basandomi sulla tua recensione a cinque stelle, ho il diritto di sapere se per quel libro ci hai speso soldi oppure no. E senz’altro ho il diritto di sapere se l’hai scritta cedendo a ricatti morali – tipo gattini dagli occhi tristi e stuoli di suppliche alla “ma le recensioni negative fanno male agli autori!”. 

Le copie di lettura sono terreno sdrucciolevole. Il senso stesso delle ARC (advance reading copies) è che l’autore offre al recensore qualcosa (una copia gratuita del libro) in cambio di un vantaggio (la recensione). Insomma, è la natura stessa di questa transazione a essere, effettivamente, un po’ al limite. 

Ho ricevuto messaggi di lettori che si offrivano di lasciare recensioni a cinque stelle, se avessi inviato loro una copia del romanzo. È risaputo che le compagnie che si occupano di blog tour chiedono ai blogger di non pubblicare le recensioni a una o due stelle. Goodreads è pieno di libri zeppi di recensioni a cinque stelle lasciate da fan sfegatati in cambio di copie omaggio. E ci sono autori che pensano che l’invio di una copia omaggio debba tradursi non solo in una recensione, ma in una recensione positiva. (Inutile dirlo, ci sono anche tanti autori che non si sognerebbero mai di fare le pulci ai recensori, e recensori che dichiarano scrupolosamente tutti gli interessi in gioco. Non c’è niente di male nel ricorrere alle ARC, finché non si abusa del sistema. Il problema è che, come ogni sistema basato sull’onore, è facile abusarne). 

È una cosa che danneggia tutti quanti: spinge l’autore privo di etica in cima alle classifiche; delude il lettore, che viene fregato e finisce col comprare i libri incensati; danneggia gli autori che si tirano fuori dal sistema; sminuisce il valore delle recensioni oneste su cui la gente sgobba. Mina alle fondamenta la comunità dei lettori. Fa inceppare il sistema intero

Non è vero che dichiarare gli interessi in gioco fa “perdere valore” alla recensione. Al contrario, dimostra che il recensore ha principi etici. È celarli che discredita il recensore, l’autore, il libro, e tutto quanto il sistema. Nessun autore dovrebbe mai chiedere che la dichiarazione venga omessa, e nessun recensore dovrebbe mai sentirsi in dovere di ometterla. 

Breve riepilogo per chi con l’etica ha qualche difficoltà: 

- Non c’è niente di male nell’offrire una copia omaggio in cambio di una recensione; 

- Non è corretto chiedere solo recensioni positive; 

- Non è mai, mai, mai corretto chiedere di non pubblicare una recensione negativa; 

- Non è mai, mai, mai corretto chiedere al recensore di non dichiarare i propri interessi. In pratica è come chiedere di essere disonesti, e anche di infrangere la legge; 

- Se davvero ti sta bene violare la tua integrità personale (e la legge), almeno non venderti per un misero ebook. Insomma, un po’ di amor proprio. 

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KJ Charles è autrice ed editor freelance. Vive a Londra col marito, due figli, un giardino fuori controllo e un gatto sempre più assassino. Scrive più che altro romance, gay ed etero, spesso storici e non di rado con un pizzico di fantasy o horror. Come editor è specializzata in romance – soprattutto storici e fantasy – e narrativa per bambini. 

I suoi romanzi in lingua inglese sono pubblicati da Samhain e Loveswept; in Italia, Triskell Edizioni ha tradotto – per ora – i primi due volumi della serie Consorzio di gentiluomini: Una raffinata trasgressione e Una sensuale ribellione

Potete trovarla su Twitter come @kj_charles oppure su Facebook, unirvi al suo gruppo FB, o scriverle all’indirizzo kjcharleswriter@gmail.com.







venerdì 5 agosto 2016

Caccia all'uomo - Minerva Stevens

Titolo: Caccia all'uomo
Autore: Minerva Stevens
Editore: Autopubblicato
Pagine: 120
Prezzo: 2,99 €

Voto: 3.5-4/5

Trama:
"Partiamo subito col dire che devi essere deciso, positivo e sicuro che troverai il tuo futuro uomo. Gli approcci ideali sono quelli che forniscono una scusa per parlare con te. Capisci cosa intendo?"
Il Natale, si sa, è sempre ricco di sorprese. E di obblighi sociali.
Ecco perché, quando Ryan scopre che alla festa organizzata dai propri genitori ci sarà anche il suo ex, va nel panico.
Come può fare per dimostrare a Connor che la sua vita senza di lui procede alla grande? Ma certo! Fingendo di avere un bellissimo fidanzato.
Parte così la "Caccia all'uomo". Riuscirà Ryan a trovare il ragazzo perfetto entro la Vigilia di Natale?

Recensione:
La storia di "Caccia all'uomo" è narrata in prima persona da Ryan, protagonista che comincia la sua avventura in un modo davvero triste, ma che riuscirà con fatica a ottenere il suo happy ending.
Innamorato come un ragazzino nelle prime pagine, Ryan crea subito tenerezza nel lettore. Quando scopre, poi, che l'uomo che credeva essere quello dei suoi sogni l'ha solo usato in tutto e per tutto, non si può non sperare che trovi il modo di essere felice.
Ryan, quindi, abbandona tutto e decide di cambiare completamente vita, arrivando a rifugiarsi in Canada. Riesce a realizzare il suo sogno lavorativo e la sua vita è abbastanza piena, finché non accetta di tornare a casa per Natale e scopre che il suo ex sarà presente. Mente, preso dal desiderio di dimostrare (a se stesso forse) quanto stia bene senza di lui, e dovrà rimediare in fretta all'errore.
La storia, come si può notare, è molto semplice e non molto originale. Prevedere l'evoluzione della trama, infatti, non è né difficile né impegnativo, ma riesce a coinvolgere. I personaggi ci sono un po' tutti per questo genere: c'è il bel ragazzo di cui è quasi d'obbligo per il protagonista prendersi una cotta, c'è la migliore amica, l'antagonista, i genitori, la donna di servizio che fa parte della famiglia... ma mi è comunque piaciuto il modo in cui sono stati trattati, considerando anche i limiti di una scrittura in prima persona, e il modo in cui evolvono.
Ho molto apprezzato il modo in cui i genitori affrontano inizialmente la sua omosessualità (molto più realistico di quando accettano il tutto quasi felici) e di come si impegnino nel loro processo di crescita.

Mi sono piaciuti un po' tutti i personaggi e ho provato davvero fastidio per l'antagonista, antipatico dall'inizio alla fine.
Il libro, come ho detto, non spicca per originalità, ma ottiene un voto abbastanza alto perché mi ha intrattenuto, mi ha coinvolto e mi ha fatto passare del tempo in modo piacevole e divertente (cosa che ritengo fondamentale per un libro), e perché è scritto davvero bene. Non ho praticamente notato refusi e il testo scorre senza intoppi dall'inizio alla fine.
Interessante la copertina, che trasmette la sensazione di natale ma anche della "caccia", facendomi all'inizio pensare a un thriller, dando, forse, un tocco di fascino in più al tutto (anche se forse inganna un po' sul genere).
Consiglio, quindi, questo libro, soprattutto a chi vuole staccare un po' e leggere un classico romance, divertente e con un bel lieto fine.



lunedì 13 giugno 2016

La torre fantasma - Taro Nogizaka

Manga: La torre fantasma
Mangaka: Taro Nogizaka
Editore: Panini Comics
Volumi: 9
Anno: 2010
Genere: Soprannaturale, drammatico, Horror, Mistero

Voto: 5/5


Trama:
Una torre. Un omicidio. Un mistero. Suggestioni alla Edgar Allan Poe che Taro Nogizaka declina in un manga avvincente... Che cos'è successo nella torre dell'orologio? Le indagini di Taichi e dell'enigmatico Tetsuo verranno a capo del caso? Le risposte in uno strabiliante mystery dai toni soprannaturali. (Dal sito dell'editore)

Recensione:
Eccomi a recensire un genere di letteratura diverso dal solito, ma che io amo follemente e su cui già so che scriverò molto, scusate.
La torre fantasma, manga di Taro Nogizaka, è tratto dall'omonimo romanzo di Ruiko Kuroiwa, è composto di nove volumi in totale e, nonostante in Italia sia stato edito solo da poco (siamo solo al secondo volume pubblicato), io l'ho già letto tutto, in inglese. Non ho mancato, tuttavia, di acquistare questa fantastica opera; desideravo troppo esporla nella mia libreria.
Non voglio raccontarvi troppo della trama, ma posso dirvi che la storia è ambientata nel Giappone degli anni '50 e ha per protagonista Taichi, ragazzo un po' scapestrato che preferisce rifugiarsi nei libri invece di affrontare la realtà, che incontra l'affascinante Tetsuo. Quest'ultimo prima gli fa ottenere un lavoro, poi gli salva la vita e subito dopo lo coinvolge in una spericolata caccia al tesoro.
Gli elementi ci sono tutti: c'è il giallo, ci sono personaggi misteriosi e a tratti inquietanti, figure che sembrano provenire dal mondo ultraterreno, follia e trappole assassine.
Taichi è il personaggio che si evolve di più; la sua personalità, per quanto lui sia un adulto e quindi essa sia in parte formata, sembra ancora grezza, non forgiata dal vivere realmente il mondo esterno alla sua stanza, ed è quella che subirà più cambiamenti, oscillando tra i mille imprevisti che affronterà ma alla fine trovando un suo equilibrio e una sua realizzazione. La sua è una figura che rispecchia una realtà moderna, un giovane che non trova il suo scopo, la sua spinta vitale, qualcosa che lo porti ad agire e a dare un senso alla sua vita. Taichi lo trova, lo perde, lo ritrova, lo cambia, con l'incostanza che un percorso di crescita può riservare, seguendo l'onda dei dubbi, dei sospetti e dei sentimenti, ma trovando alla fine un suo completamento.
Tetsuo è la figura che ho amato maggiormente e che ho sentito più vicina. Ho sentito davvero la sua sofferenza e ho tifato per lui dall'inizio alla fine. È un personaggio complesso, costretto a vivere una situazione molto difficile con coraggio, soprattutto considerando il tempo in cui vive. L'ho ammirato e amato in modo particolare e resta il mio personaggio preferito. Vorrei spendermi in mille parole ma ci sono cose che potrei spoilerarvi quindi mi fermo qui.
Ci sono moltissimi altri personaggi, ognuno con un passato e un carattere ben definito, hanno uno scopo, una missione e sono disposti spesso a tutto per ottenere ciò che vogliono. Alcuni si amano da subito e per tutta l'opera (come Yamashina), altri si amano e poi si odiano ma poi si comprendono, altri si odiano... e poi non più e poi si riodiano, in un'altalena di emozioni che disorienta man mano che si scoprono nuovi segreti. Alcuni di essi sono facilmente intuibili, altri sono più sorprendenti. I sospetti su chi sia davvero il colpevole rimbalzano da una persona all'altra come in un flipper a una velocità sempre maggiore man mano che si arriva al finale.
Ci sono momenti in cui la storia diventa quasi assurda e priva di senso, ma il tutto è narrato con un tale fascino che le pagine si divorano famelicamente. Io non riuscivo a staccarmene.
La trama è complessa e comprende diverse storie secondarie, che vengono narrate man mano che i due protagonisti avanzano nel loro viaggio. Proprio queste brevi avventure portano un tassello in più nella scoperta da parte del lettore della personalità dei protagonisti e allo stesso tempo nella loro evoluzione. La storia potrebbe deludere in alcuni punti, in cui, come ho detto, si storce un po' il naso davanti ad alcune rivelazioni ma vi posso assicurare che sono limitati nei 9 volumi e, sebbene maggiormente presenti verso la fine, non tolgono nulla alla bellezza della storia. Tutto, infine, è condito da riferimenti ad altre opere e strizzatine d'occhio in un gioco costante a scoprire la verità.
Il finale è un po' particolare e strano, ma mi è piaciuto molto. La felicità è personale e ognuno ha diritto a cercarla e a trovarla, in qualsiasi modo essa si manifesti (sempre che questo non implichi il male di qualcuno ;D).
Chi, come me, ama le cacce al tesoro, i misteri e gli indovinelli, avrà pane per i suoi denti, soprattutto una volta entrati nella torre.
I disegni, infine, completano il tutto. Sono davvero fantastici: molto precisi nelle architetture e negli abiti, molto espressivi nei volti e ben delineati sui personaggi, difficilmente si confondono due persone tra di loro. Bellissimi le immagini iniziali dei capitoli e le copertine dei volumi.
Ho scritto molto, lo so, ma ho davvero amato quest'opera, mi ha colpito profondamente, come non mi accadeva da tempo, mi ha incuriosito, fatto soffrire, desiderare una pagina in più dimenticando la realtà. Mi hanno infiammata le tematiche affrontate, davvero molte più di quanto appare, e mi è piaciuto anche il modo in cui sono affrontate.
Vi consiglio profondamente di acquistare questa piccola perla, non ve ne pentirete minimamente.